Muore Italo Picini, una vita tra arte, radici e innovazione

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Italo Picini, un artista di spicco nel panorama regionale e nazionale, è scomparso all’età di 96 anni. Nato a Sulmona e originario di Bugnara, ha vissuto una vita ricca di estro e tradizione, dove l’innovazione si è intrecciata profondamente con le sue radici. Durante la sua lunga e prolifica carriera, Picini ha ricevuto numerosi riconoscimenti e ha partecipato a manifestazioni di grande prestigio, tra cui la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.

Fu preside dell’Istituto d’Arte Mazara e indimenticabile sostenitore del rilancio della tessitura antica abruzzese. Inoltre, insegnò Tecniche Espressive delle Tradizioni Popolari Abruzzesi presso l’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila, lasciando un’impronta duratura nel campo dell’arte e dell’educazione.

In segno di generosità e legame con la sua terra, Picini donò un centinaio delle sue opere pittoriche alla Provincia dell’Aquila. Queste opere, autentiche perle della sua produzione artistica, sono ora conservate a Palazzo Mazara e fruibili al pubblico in una mostra permanente. Inoltre, otto dei suoi preziosi arazzi pescolani sono custoditi nel museo di Pescocostanzo.

La sua vita e la sua carriera sono state celebrate in una biografia scritta da Cosimo Savastano, storico e studioso d’arte, intitolata “Italo Picini. Dal cuore del XX all’affacciarsi del XXI secolo”. Sebbene il libro fosse in stampa al momento della sua scomparsa, Picini ha avuto modo di apprezzarlo e sfogliarlo, pur mancando per poco la presentazione ufficiale.

Giovedì 13 settembre, amici, familiari e ammiratori hanno dato l’ultimo saluto al grande maestro presso il cimitero di Sulmona. Picini aveva espresso il desiderio che la sua bara fosse coperta solo da un semplice lenzuolo bianco, un gesto di umiltà che rifletteva la sua autentica essenza.

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